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Ogni cambiamento nella vita di coppia e familiare può richiedere la costruzione di nuovi equilibri. Uno spazio per comprendere ciò che sta accadendo nella relazione e costruire nuove possibilità di comunicazione.
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Il mio metodo
Il mio lavoro si basa su un approccio sistemico-relazionale, secondo il quale le difficoltà di una coppia o di una famiglia non possono essere comprese considerando soltanto il comportamento del singolo. Ogni persona porta nella relazione la propria storia, le proprie esperienze, i propri modelli relazionali e i significati costruiti nel corso della vita.
La coppia, a sua volta, diventa un sistema nel quale le modalità di una persona influenzano quelle dell'altra e viceversa.
Non si tratta semplicemente di stabilire chi abbia ragione o chi abbia torto, ma di comprendere come si è costruita una determinata dinamica e come entrambi i partner contribuiscono, spesso senza volerlo, a mantenerla.
L'obiettivo è rendere maggiormente visibili questi schemi relazionali e creare la possibilità di sperimentare modalità differenti di stare nella relazione.
Comprendere il conflitto
Una crisi di coppia può manifestarsi in modi molto diversi: una comunicazione diventata prevalentemente conflittuale, una distanza emotiva, una difficoltà nella gestione della quotidianità, una perdita di fiducia, o la sensazione di non riuscire più a riconoscere nella persona accanto il partner con cui si era costruito il progetto di vita.
Il conflitto, in una prospettiva sistemico-relazionale, non viene considerato semplicemente come qualcosa da eliminare: può essere il modo attraverso cui emergono bisogni, aspettative e differenze che non hanno ancora trovato una modalità condivisa di espressione.
Il lavoro terapeutico permette di osservare ciò che accade nella relazione: che cosa fa uno, come reagisce l'altro, come questa reazione modifica ulteriormente il comportamento del primo e come il ciclo continua a ripetersi.
Comprendere questo funzionamento può permettere alla coppia di interrompere schemi ormai consolidati e costruire nuove modalità di comunicazione.
Aree di lavoro
Ogni coppia e ogni famiglia attraversano fasi diverse. Ecco alcuni dei temi più frequenti che possono portare a chiedere un percorso di terapia di coppia o genitoriale.
Quando due persone costruiscono una coppia, portano nella relazione anche le esperienze vissute nella propria famiglia: il modo in cui hanno imparato a comunicare, a gestire il conflitto, a esprimere l'affetto, a vivere la vicinanza e la distanza.
Il percorso terapeutico può aiutare a distinguere ciò che appartiene alla storia della propria famiglia di origine da ciò che la coppia sta costruendo nel presente, favorendo la possibilità di definire un modo proprio di essere coppia.
La nascita di un figlio rappresenta una trasformazione importante dell'equilibrio della coppia: i ruoli cambiano, aumentano le responsabilità e diminuiscono spesso gli spazi dedicati alla relazione. Anche la sessualità e l'intimità possono modificarsi.
Quando le difficoltà si protraggono, può essere utile uno spazio nel quale parlare non soltanto delle responsabilità genitoriali, ma anche di ciò che accade alla relazione tra i partner.
Regole, limiti, autonomia, scuola, tecnologia, amicizie, sonno, alimentazione: essere genitori significa confrontarsi continuamente con scelte educative. A volte il problema non è trovare la regola giusta, ma il modo in cui i genitori riescono a costruire una posizione condivisa.
Il lavoro terapeutico aiuta a distinguere il piano della relazione di coppia da quello della genitorialità e a costruire modalità educative maggiormente coerenti — non essere d'accordo su tutto, ma gestire le differenze senza trasformarle in un conflitto.
La sessualità è una dimensione importante della relazione e può essere influenzata da molti fattori: la comunicazione, il rapporto con il proprio corpo, esperienze personali, stress e difficoltà emotive. In qualità di sessuologo clinico, integro nella psicoterapia una formazione specifica sulle tematiche sessuologiche.
La sessualità non viene considerata soltanto come una funzione individuale, ma anche come una forma di comunicazione e di relazione all'interno della coppia — il percorso aiuta a parlarne con maggiore libertà, senza trasformare le difficoltà in colpa, giudizio o distanza.
Un tradimento può rappresentare una frattura profonda nella relazione, mettendo in discussione la fiducia e il progetto costruito insieme. Possono comparire rabbia, dolore, bisogno di controllo, paura di essere nuovamente traditi.
La terapia non ha l'obiettivo di stabilire a priori se la coppia debba rimanere insieme o separarsi: può offrire uno spazio per comprendere ciò che è accaduto e permettere a entrambi di prendere decisioni maggiormente consapevoli rispetto al futuro della relazione.
Non tutte le crisi di coppia portano alla ricostruzione della relazione: in alcuni casi la separazione rappresenta la scelta più adeguata. Quando ci sono figli, la relazione tra i genitori continua però ad avere un'importanza fondamentale.
La terapia può accompagnare questa fase distinguendo la fine della coppia dalla continuità della funzione genitoriale, riducendo il coinvolgimento dei figli nel conflitto.
Essere genitori dopo una separazione significa riorganizzare ruoli e spazi familiari: decisioni educative, tempi con i figli, comunicazione tra i genitori possono diventare fonte di difficoltà.
In questi casi può essere utile lavorare sulla co-genitorialità, costruendo modalità comunicative più funzionali, confini più chiari e proteggendo i figli dal coinvolgimento nelle dinamiche conflittuali tra gli adulti.
Un percorso per la coppia e per la famiglia
Il terapeuta non si schiera con uno dei partner, ma aiuta la coppia e i genitori a osservare le proprie dinamiche da una prospettiva diversa. Il percorso può servire a:
Come funziona
Uno spazio per conoscersi e comprendere le ragioni che hanno portato a chiedere aiuto, insieme o singolarmente.
Osserviamo insieme le dinamiche relazionali, senza cercare un colpevole.
Per la coppia, per la genitorialità, o per entrambe — costruito insieme, rispettando tempi e obiettivi.
Domande frequenti
No. Il terapeuta non si schiera con uno dei partner, ma aiuta la coppia e i genitori a osservare le proprie dinamiche da una prospettiva diversa, senza stabilire chi abbia ragione o chi abbia torto.
No, non ha l'obiettivo di stabilire a priori se la coppia debba rimanere insieme o separarsi. Offre uno spazio per comprendere ciò che sta accadendo e permettere a entrambi di prendere decisioni più consapevoli rispetto al futuro della relazione.
Sì. Dopo una separazione può essere utile lavorare sulla co-genitorialità, cioè sulla possibilità di continuare a esercitare insieme la funzione genitoriale anche quando la relazione di coppia è terminata.
Il lavoro terapeutico aiuta a distinguere il piano della relazione di coppia da quello della genitorialità. L'obiettivo non è essere d'accordo su tutto, ma imparare a gestire le differenze senza trasformarle continuamente in un conflitto.
"L'obiettivo non è necessariamente tornare a essere la coppia di prima, ma comprendere se e come sia possibile costruire un nuovo modo di stare in relazione."